di Francesca Cecchini

Il già Teatro del Cocomero ha riaperto le sue porte al pubblico. Non solo stagione di prosa, ma anche format innovativi in sinergia con realtà importanti del territorio

Dopo circa venti anni, di cui nove in restauro ad opera di Mauro Pagliai, l’editore fiorentino che lo acquistò nel 2006, si riaprono le porte del più antico teatro di Firenze: il Teatro Niccolini.

L’ouverture d’eccezione è stata affidata a Paolo Poli con lo spettacolo Teatrino durante cui l’attore toscano è stato protagonista di un dialogo-intervista con il critico Valentina Grazzini. Al termine del “colloquio” ha preso il via l’esibizione dell’Orchestra della Scuola di musica di Fiesole.

La riapertura è stata annunciata lo scorso 7 gennaio, nel corso di una conferenza stampa presieduta dal Sindaco di Firenze, Dario Nardella, Mauro Pagliai, Franco Lucchesi, Presidente dell’Opera del Duomo, Raffaello Napoleone, ad di Pitti Immagine. Alla tavola rotonda è stato spiegato che la stagione del rinnovato teatro sarà principalmente dedicata alla “prosa, alla poesia, a tutto ciò che è la produzione culturale del teatro classico italiano: la risposta italiana alla comédie française. Un luogo che potrà essere all’altezza dei grandi esempi internazionali che troviamo a Parigi, Berlino, Londra”. Una stagione che sarà gestita dalla Fondazione Teatro della Toscana.

Non solo spettacoli teatrali per il Niccolini che, con i suoi 406 posti e 4 ordini di palchi, diverrà anche un vero e proprio “centro culturale polivalente” volto ad ospitare mostre e convegni. Inoltre, grazie alla collaborazione con l’Opera del Duomo, da aprile-maggio, rimarrà aperto sette giorni su sette, anche di mattina, dalle 9 alle 17, per proporre un video di presentazione per i visitatori sui tesori di Piazza Duomo nell’ambito di uno speciale percorso turistico.

Altra collaborazione di cui si avvarrà il teatro sarà quella con Pitti Immagine che il prossimo 14 gennaio allestirà al Niccolini una performance site-specific dello stilista Marco De Vincenzo, Womenswear guest designer del prossimo Pitti Uomo.

Al piano terra saranno presenti un caffè e un bookshop.

In attesa di tutto ciò, il teatro è stato riaperto al pubblico, lo scorso sabato, per una serie di visite guidate.

Curiosità – Il Teatro del Cocomero, così come si chiamava in origine, fu fondato nel 1650. Una data che lo colloca tra i primi teatri “moderni” d’Europa e primo a Firenze. Prima della sua chiusura (1995) fu centro di rilevante importanza per produzione di prosa e palcoscenico di artisti del calibro di Vittorio Gassman, Carlo Cecchi (che ne è stato anche uno dei direttori) e Carmelo Bene che proprio lì riuscì a commuovere il pubblico recitando Leopardi.