Dai catrami alle muffe, dai sacchi ai gobbi, dai legni alle combustioni, dai ferri alle plastiche, dai cretti ai cellotex fino al ‘Nero e oro’, i capolavori di Alberto Burri, padre dell’Informale, sono in mostra a Città di Castello fino al 6 gennaio, affiancati dalle opere degli artisti che lo ispirarono e di quelli che furono influenzati dal suo linguaggio pittorico rivoluzionario. «Alberto Burri: lo spazio di materia tra Europa e Usa» è stata inaugurata sabato 24 settembre.

Dopo il successo della mostra «Alberto Burri: The Trauma of Painting» dell’ottobre 2015 al Solomon R. Guggenheim di New York e della successiva tappa presso il Kunstsammlung Nordrhein-Westfalen di Düsseldorf, le celebrazioni del Centenario della nascita del grande artista tifernate si concludono con un nuovo straordinario appuntamento espositivo a Città di Castello. «Alberto Burri: lo spazio di materia tra Europa e Usa» è stata inaugurata sabato 24 settembre alla presenza dell’onorevole Ilaria Borletti Buitoni, sottosegretario di Stato ai Beni e alle attività culturali e al turismo, della governatrice dell’Umbria Catiuscia Marini, del presidente della Fondazione Palazzo Albizzini Bruno Corà e del sindaco tifernate Luciano Bacchetta. La mostra sarà aperta dal 24 settembre al 6 gennaio 2017.

La Mostra Accanto ad un nucleo scelto di opere di Burri, circa 20, dai catrami alle muffe, dai sacchi ai gobbi, dai legni alle combustioni, dai ferri alle plastiche, dai cretti ai cellotex fino al nero e oro, sarà possibile ammirare opere di Maestri protagonisti del XX e XXI secolo: Fautrier, Dubuffet, Pollock, Motherwell, Hartung, De Kooning, Wols, Calder, Marca-Relli, Scarpitta, Matta, Nicholson, Tàpies, Colla, Rauschenberg, Twombly, Johns, Fontana, Manzoni, Castellani, Uncini, Lo Savio, Klein, Rotella, Christo, Tinguely, Arman, César, Morris, Sonnier, Beuys, Kounellis, Calzolari, Pistoletto, Pascali, Nevelson, Piene, LeWitt, Scialoja, Mannucci, Leoncillo, Andre, Afro, Chamberlain, Capogrossi, Kiefer, Mirò, Soulages, Serra, Hesse. Oltre alle opere di questi artisti, un repertorio fotografico e documentario dello storico frangente tra il 1947 e il 1989, comprendente dati sulle correnti artistiche, manifesti, depliant, cataloghi, pubblicazioni, video, film, schede biografiche, produzioni teoriche ed altri significativi materiali illustrativi, si snoderà lungo un percorso separato dalle opere stesse, facilitando la fruizione di questo particolare momento storico culturale dell’arte dal dopoguerra al termine emblematico della fine della Guerra fredda e della caduta del muro di Berlino.

Terzo museo della grafica Durante i tre mesi e mezzo di apertura della mostra, che si concluderà il 6 gennaio 2017, saranno proiettati i filmati dei vari artisti presenti nonché, grazie ad un prestito del Guggenheim Museum di New York, verrà proiettato il film di Petra Noordkamp «Il Grande Cretto di Gibellina», in apposite sale ricavate negli ex Seccatoi. Dopo un lungo e impegnativo lavoro di restauro e museificazione definitiva, agli oltre 7500 m2 dei grandi cicli si aggiungeranno nuovi spazi espositivi per altri 4000 m2, per un totale di 11500 m2. L’intero complesso degli Ex Seccatoi del Tabacco sarà dotato di una serie di nuovi servizi museali: spazi multimediali, aule didattiche, grande bookshop e servizi di accoglienza. Dal 12 marzo 2017 le sale ospiteranno permanentemente il terzo museo Burri, dedicato all’intera opera grafica del Maestro.