Grande successo per la XVI Mostra internazionale di arte presepiale di Città di Castello, iniziata il 5 dicembre e terminata il 6 gennaio, con un bilancio di diecimila visitatori. Decine le comitive arrivate con viaggi organizzati da tutta Italia, anche dalle regioni italiane più lontane, come la Sicilia, tra un pubblico che si è spostato in prevalenza dal centro Italia e dalla Campania, terra d’elezione del presepe, oltre che dall’Umbria. Un flusso di turisti che ha riempito quotidianamente la cripta della Basilica cattedrale di Città di Castello e popolato il centro storico tifernate, apprezzando anche il circuito espositivo creato con gli allestimenti in alcuni tra i luoghi cittadini più significativi. “C’è stata una straordinaria partecipazione di tantissime persone provenienti da tutta Italia, che ha certificato la popolarità raggiunta da questa manifestazione, ma anche il profondo radicamento della tradizione del presepe nel vissuto e nella cultura del nostro Paese – hanno sottolineato in una nota Donatella Antinori, presidente dell’Associazione ‘Amici del Presepe Gualtiero Angelini’, e Claudio Conti”.

Pacchetti turistici “Ha funzionato molto bene il collegamento con i tour operator nazionali, che hanno inserito Città di Castello e la nostra manifestazione all’interno di pacchetti turistici per le visite in Umbria – sottolineano Antinori e Conti, che evidenziano anche la positiva sinergia con il Comune di Città di Castello e la Regione dell’Umbria, che – puntualizzano – hanno contribuito molto a promuovere la nostra manifestazione, ma soprattutto hanno garantito un supporto fondamentale, senza il quale non avremmo la possibilità di continuare a proporre la mostra”.

La mostra Emozionanti i commenti lasciati dai visitatori sul libro delle presenze e l’apprezzamento, tra le 190 opere in mostra, delle creazioni della sezione dedicata alla collezione privata di Angelini, che la famiglia ha dato la disponibilità ad allestire anche il prossimo anno con ulteriori pezzi. Le rappresentazioni della natività dei maestri del presepe Raccagni, Casillo, Bonechi, Agnini, Pecorari e Dini, il grande presepe di tre metri per due realizzato dall’artista Luigi Baia di Napoli, la natività in ceramica di Deruta del maestro Marco Minchiati, la sezione dedicata al tema ‘L’alimentazione nel presepe nell’anno dell’Expo di Milano’ e anche le creazioni dei presepisti tifernati hanno davvero colpito il pubblico, con diversi appassionati che si sono addirittura fatti avanti per acquistare le opere più belle in mostra.

Museo permanente Già si guarda alla prossima edizione, per la quale la maggior parte degli espositori presenti quest’anno ha dato la propria disponibilità a tornare e ci sono candidature da tutta Italia, ma soprattutto al futuro della Mostra, che ha ricevuto importanti attestati di stima dagli esperti del settore ed è seguita con grande attenzione dall’’Associazione nazionale degli amici del presepe’ nell’ottica dello sviluppo di progetti per la crescita ulteriore dell’evento. Uno di questi è certamente il sogno di Gualtiero Angelini di dare vita al museo permanente del presepe a Città di Castello, per il quale è già stata individuata l’ex chiesa di Santa Maria dell’Arco e per il quale la Fondazione Cassa di Risparmio di Città di Castello, proprietaria dell’immobile, ha rinnovato proprio nel corso di questa edizione la propria disponibilità a dare seguito al progetto in collaborazione con il Comune.