Gaia Girace e Margherita Mazzucco, in arte Lila e Lenù/Elena, protagoniste per la Storia del nuovo cognome, seconda serie de “L’amica geniale”, serie televisiva tratta dell’omonimo libro di Elena Ferrante, si raccontano al pubblico di Un borgo di libri durante l’intervista del direttore Luigi Ferraiuolo e Marilena Lucente, intrecciando la loro doppia adolescenza degli anni ’50 e del 2020.
di Annamaria La Penna
Un immergersi graduale in luoghi d’altri tempi attraverso strade o percorsi naturalistici del monte Virgo fino al borgo medievale di Casertavecchia e giungiamo in quelle che sono state le location naturali della seconda serie de “L’amica geniale”, serie televisiva tratta dell’omonimo libro di Elena Ferrante.
Stradine in pietra s’insinuano tra i palazzi, nelle corti, nei vicoli e in quei luoghi ove campeggiano cartelli ad indicare il set cinematografico che la produzione ha scelto per rendere al meglio gli ambienti descritti dalla famosa, quanto discussa, scrittrice la cui quadrilogia ha fatto il giro del mondo ispirando la fortunata serie televisiva in onda sulla rete nazionale.

Gaia Girace e Margherita Mazzucco, in arte Lila e Lenù/Elena, protagoniste per la Storia del nuovo cognome, seconda serie de “L’amica geniale”, serie televisiva tratta dell’omonimo libro di Elena Ferrante, si raccontano al pubblico di Un borgo di libri durante l’intervista del direttore Luigi Ferraiuolo e Marilena Lucente, intrecciando la loro doppia adolescenza degli anni ’50 e del 2020.
Determinate ma timide ragazze, giovani donne con tanti sogni e alla ricerca di quel riscatto che continuano a conquistare passo dopo passo nel modo più consono alle possibilità che la vita offre loro. In un alternarsi di ruoli ed uno scambio di vesti emerge spesso quanto le rispettive parti siano aderenti alle persone. I libri fanno compagnia e, quasi magicamente, divengono il filo conduttore della storia. Entrambe studentesse, leggono prevalentemente testi scolastici, oltre i libri della Ferrante, pur conservando ampio spazio per la spontaneità che suggerisce il ruolo e le indicazioni del regista, Saverio Costanzo. E, se è vero che non apprezzi le bellezze di Napoli se non attraverso le sue luci, i suoi colori ed il suo dialetto, Gaia e Margherita, la prima più abituata della seconda al dialetto partenopeo, sono continuamente aiutate e consigliate da un docente universitario, storico della lingua, per esprimersi nel modo corretto e in uso negli anni ‘50.
Gaia, come Lila, è determinata, sa cosa vuole, sa come fare e se lo prende. Ha tante passioni e sogni e vorrebbe coltivarli tutti a partire dalla scuola di recitazione, cui si è iscritta a 13 anni e che l’hanno portata pochi mesi dopo al casting. Margherita, arrivata quasi per caso e scelta da Saverio e Gaia per la maggiore aderenza al ruolo e per la forte sintonia creata sin da subito con l’altra amica geniale, ha vissuto qualche difficoltà iniziale col suo gruppo classe dal quale si è vista, giocoforza, allontanata. Distanti almeno fino a quando, grazie alla sensibilità di una sua docente, ha potuto riprendere i rapporti con loro conservando la sua vita ed il lavoro separati. Ragazze diverse, come le protagoniste, soprattutto nei rapporti con le persone, col loro corpo e con i ragazzi ma sempre molto amiche, in un crescendo graduale sin da quando si sono conosciute sul set e grazie ai tre anni di esperienze comuni ed un legame sempre più forte. Convinte che “un’amica non ti cambia la vita ma ti sta accanto durante il cambiamento” raccontano quanto l’amicizia sia stata sempre presente nella loro vita pur con le difficoltà connesse.

L’amore complicato rimanda al ricordo di alcune scene tra cui quella della prima notte di nozze di Lila e Stefano, più vicina allo stupro che all’amore, creando un certo imbarazzo. Non tanto per la scena in sé quanto per ciò che rappresentava e che vedeva fermamente distanti anche i protagonisti. Al pari di quando la famiglia di Lila, al ritorno dal viaggio di nozze, rimane indifferente ai chiari segni di violenza sul suo corpo e sul suo viso. Non meno della scena sulla spiaggia di cui Elena è tristemente protagonista. Consapevoli che “non tutti gli uomini sono bestie”, il pensiero corre alle violenze di ogni tipo che spesso le donne sono costrette a subire sotto gli occhi indifferenti delle persone, spesso degli stessi familiari, colpevoli. Ma la forza di quelle ragazze, di Lila in particolar modo, è la ribellione, a modo suo ma pur sempre in opposizione al maschilismo perdurante, in una continua lotta di affermazione dei diritti negati.

Una lunga storia, ancora tutta da raccontare ma che ha già fatto il giro del mondo tanto che nelle librerie degli Stati Uniti non si trovano libri italiani se non quelli della Ferrante. È chiaramente un mondo speciale quello in cui le giovani donne si trovano ad interagire, dove hanno avuto la fortuna di entrare e che rappresenta il meglio che la vita posso loro offrire. Tuttavia hanno chiaro anche il senso di responsabilità del ruolo che non può condizionare la loro vita reale. Le ha aiutato non poco anche il periodo di lock-down dovuto al COVID 19 costringendole a fermarsi per recuperare energie ed apprezzando ancor più il rapporto con le famiglie sempre presenti nel loro percorso. Il che riporta alla mente anche il rapporto di Lila ed Elena con le loro madri, distaccata ed indifferente la prima e fredda ma orgogliosa la seconda.

Ma chi è l’amica geniale? Lila con la sua natura selvaggia, autonoma e determinata oppure Elena con la sua dedizione, impegno e cura di sé e che ha saputo realizzarsi come poche donne in quel periodo? Lila è l’amica geniale, Elena è l’amica intelligente ma ognuna è geniale per l’altra. Ciascuna è nessuno senza l’altra ed entrambe spingono l’altra a realizzarsi. È un gioco a superarsi ma senza cattiveria perché si vogliono un bene dell’anima. Insomma, l’una non può esistere senza l’altra ed il rapporto tra le due è perfetto così com’è. Elena Ferrante non avrebbe potuto fare di meglio. Ne siamo tutti convinti.
Due amiche geniali a Caserta che rappresentano un’opera d’arte al pari di quel legame speciale che ha fatto da filo conduttore nei libri e traducendo il rapporto tra le due donne in passione vera. Amiche a cui confidare tutto e da cui raccogliere forza ed energia per procedere nella vita.